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FACEBOOK TOP NEWSPAPERS 2013


Replica a Repubblica


Quando Repubblica suona le fanfare Facebook contro il Corriere della Sera, La Stampa e il Fatto Quotidiano.

Ecco un caso interessante per una scuola di giornalismo indipendente.

Innova et Bella pubblica ai primi d’agosto 2013 la propria ricerca annuale sulle strategie Facebook dei principali quotidiani europei e statunitensi.

Lo stesso giorno, il Corriere della Sera, il Fatto Quotidiano e La Stampa recensiscono la ricerca di Innova et Bella.

Qualche giorno più tardi Repubblica.it pubblica sul proprio sito un insultante intervento verso “quelle testate che si trasformano nel megafono di società di consulenza semplicemente perché dicono loro quello che vogliono sentirsi dire”.

Perbacco! C’è da far scorrere il sangue! Accusare la Stampa e il Corriere e anche il Fatto di fare da megafono a Innova et Bella (questa influentissima società di consulenza) è accusa assai grave.

Analizziamo insieme il motivo di cotanta contesa.

La ricerca di Innova et Bella considera per il terzo anno consecutivo un campione composto da 60 quotidiani diffusi in Usa, Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna.

Il focus della ricerca di quest'anno è considerare l'impatto delle politiche dichiarate da Mr. Zuckerberg (“Voglio che Facebook diventi un newspaper sociale”) sulle strategie di relazione dei principali quotidiani europei e statunitensi.

In estrema sintesi anche quest’anno la ricerca di Innova et Bella registra un aumento dei likers e delle interazioni sociali a fronte di una diminuzione di copie vendute.

Ne emergerebbero quindi spunti interessanti per possibili approfondimenti giornalistici.

Non sarebbe interessante interrogarsi se l'offerta di relazione sociale dei quotidiani e dei loro giornalisti aiuti più il conto economico dei social network che non quello dei propri editori? Non sarebbe interessante chiedersi come sembri sfuggire agli editori che sono loro a pagare quegli stessi giornalisti che stanno arricchendo l'offerta dei social media?

Per Repubblica proprio no.

Repubblica, punta sul vivo da un arretramento del suo rating relativo (da A a B+), preferisce prendersela con gli analisti di Innova et Bella e con le testate che recensiscono per il terzo anno consecutivo la sua ricerca.

Insomma anziché informare i propri lettori delle sfide e dei trend dei quotidiani su Facebook, Repubblica preferisce urlare contro l’indice che punta la luna (non osiamo dire contro l’arbitro).

Così Repubblica.it oltre a informare i suoi lettori di un bug nelle api di aggiornamento Facebook della pagina di Innova et Bella, e di alcune - a suo personale giudizio - manchevolezze metodologiche, sembra comunicarci di non essersi potuto confrontare con i colpevoli analisti perché - a differenza di Mr. Stachanov - questi pavidi reietti risultano in ferie al 10 di agosto. (Accidenti, siamo certi che gli analisti di Innova et Bella in futuro provvederanno a dimenticarsi lauree, master e accrediti professionali e a sottoporre preventivamente all’approvazione di Repubblica i protocolli delle proprie ricerche, unitamente al proprio piano ferie).

L’articolo di Repubblica (che rivela a tratti un sublime sprezzo del ridicolo come quando sembra anticipare il pensiero dei propri lettori “Ecco, si dirà, Repubblica contesta una ricerca perché non ne gradisce il risultato.” Ma dai, dici davvero?) lancia nell’infinità dello spazio web la sua insultante sfida esistenziale:
Possono testate che legittimamente hanno l'ambizione di fare le pulci alle "vere" società di rating trasformarsi nel megafono di società di consulenza, senza verificarne l’attendibilità, semplicemente perché dicono loro quello che vogliono sentirsi dire?”.

Accidenti! Repubblica.it insulta i colleghi giornalisti delle testate La Stampa, Corriere della Sera e il Fatto, accusandoli di scrivere senza verifiche per biechi interessi di parte! In altri tempi quest’insulto avrebbe generato uno schiaffo e un dovuto duello.
Oggi per sventare il versamento di sangue ci limitiamo a testimoniare come le testate citate abbiano in verità verificato tutte con i propri giornalisti l’indipendenza di Innova et Bella e dei criteri di ricerca adottati dai suoi analisti. In più occasioni, sia interrogandoci per telefono che venendoci a trovare di persona.

Tutti i quotidiani citati eccetto, ça va sans dire, Repubblica.

Non funziona infatti così dalle parti di Repubblica.it, dove l’onore del proprio rating va difeso e salvaguardato a qualsiasi costo, chiamando in primis i propri lettori a schierarsi, replicando pari pari il proprio lamento sulla propria pagina Facebook.

Ma - ahimè per Repubblica - sono gli stessi lettori della pagina Facebook di Repubblica, la loro comunità attiva e partecipante, a confermare implacabili il giudizio dei nostri analisti, rispondendo all’accorata chiamata alle armi con un fiorire di divertenti dileggi!

Siete il mio punto di riferimento verso il basso... Insultarvi è diventato coinvolgimento. Siete bravi nel marketing... Da quale pulpito... Cercate di non diventare lo Studio Aperto del Web... Perché ci costate quasi 12 mln all'anno, sweets... Occhio che nei vostri post, dove pubblicate almeno 4/5 immagini di tette e culi al vento al giorno, i commenti sono solo per insultarvi e chiedervi di cambiare rotta... Chiaro l'engagement, ma il numero di commenti in questo caso è utile senza filtrare il motivo e il tono dei commenti stessi? In questo credo che si, le vostre performance siano in calo rispetto lo scorso anno. E di parecchio anche...

Potremmo andare avanti, ma visto che a Repubblica.it piacciono i confronti quantitativi eccoli serviti in un impietoso benchmarking con La Stampa.

Perché sì, anche La Stampa - accusata vilmente di rilanciare la nostra ricerca - ha pubblicato un articolo sulla nostra analisi e l’ha proposto sul giornale, sul sito e sulla propria pagina Facebook, a riprova delle sue buone pratiche d’integrazione (messe in dubbio da quegli inguaribili scettici di Repubblica...).

E indovinate un po’? A differenza del post di Repubblica su Facebook, che ha raccolto dal suo pubblico solo divertenti e divertiti dileggi, l’analogo post Facebook de La Stampa è piaciuto ai propri lettori. Un coro di imbarazzanti consensi.

Direttore e vicedirettore fanno la differenza, ottimo quotidiano... Merito e professionalità, vi premiano giustamente... bravissimi tutti, ben guidati da un direttore eccezionale... bravi!!... orgoglio torinese! bravi... Complimenti e bravi!!!... Complimenti, auguro che la prossima volta, vada anche meglio... Mi piace!...the best!...”.

In sintesi: la Stampa con il suo articolo sulla nostra ricerca ottiene sulla propria pagina Facebook 18 top comments, la maggioranza con sentiment positivo, Repubblica con il proprio articolo riceve invece 17 top comments, la maggioranza con sentiment negativo (suvvia su 1,2 mln di likers dichiarati solo 17 risposte di cui la maggioranza negative: potrebbero sorgere domande imbarazzanti sull’effettiva coltivazione della comunità chiamata a difendere l’onore Facebook di Repubblica, non vi pare?)

Bene.

Il messaggio di ritorno per Repubblica restituitoci impietoso da Facebook risulta abbastanza chiaro. Anche in questa singolar tenzone La Stampa vince e la Repubblica perde.

Alla domanda retorica di Repubblica possiamo così rispondere tranquillamente noi.

Sì: La Stampa, il Corriere della Sera e il Fatto Quotidiano hanno fatto bene a riportare la nostra ricerca quest’anno (in cui risultano davanti a Repubblica) e hanno fatto bene a riportarla anche l’anno scorso (in cui risultavano dietro a Repubblica). Ne hanno verificato l’indipendenza e ritengono che l’informazione possa interessare i propri lettori, loro sì unici giudici. Tanto basta.

Morale degli analisti di Innova et Bella.

Le metriche quantitative forzate pro domo propria non sono tutto e - ogni tanto - anziché prendersela con i piccoli corsari indipendenti non sarebbe inutile per qualche grande repubblica marinara interrogarsi sulla propria insicura grandezza.

Gli oceani del web non perdonano le flotte ammiraglie che cannoneggiano l’indipendenza della piccola Tortuga, soprattutto quando lo fanno per difendere i propri interessi terreni.

Gli analisti di Innova et Bella, ritornati dalle ferie.








 

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